mercoledì 11 marzo 2009

Dal web al mondo reale con un click!

A volte penso che basta davvero poco per passare dal web al mondo reale e viceversa. Basta un click. Molti di coloro che progettano web site o portali o social network penso che dovrebbero tenere maggiormente in considerazione questo fatto... che sembra addirittura banale. Ma anche se consideriamo il fatto che le tecnologie ci consentono di restare "attaccati" alla rete anche camminando, non dobbiamo dimenticarci che siamo esseri viventi, persone, donne e uomini con una testa, un cuore e una bocca per parlare e delle mani per scrivere. Insomma, non si può mica fare tutto online! A volte poi vedo persone (sicuramente l'avrete viste anche voi) che parlano da sole per la strada. No! Sono al telefono con l'auricolare! Eppure mi ricordo che da ragazzino si guardava storto e qualche volta si prendeva in giro chi parlava da solo per la strada, lo si chiamava matto. Ok, quello non parla da solo, parla con qualcuno dall'altro capo del telefono, ok, lo so, ma in ogni caso mi fa specie. Mi fa specie quando questa persona comunica solo attraverso questi mezzi e non è più in grado di, guardandoti negli occhi, dirti cosa pensa o parlare dei suoi sentimenti. Non parliamo di alcuni social network, non ho voglia di investire a riguardo parole. Quindi quando si fanno progetti di marketing, oppure di comunicazione, dove internet rappresenta un tassello importante, forse bisognerebbe anche considerare il fatto che basta un click per passare al mondo reale, anche se poi, come detto prima, grazie (o meno) alle tecnologie, questo click potrebbe non esserci mai.
Spero vivamente si creda sempre di più nell'importanza del mix e non si perda il tesoro dato dal suono della voce o dal calore di una mano.

giovedì 5 marzo 2009

A proposito del Web.

A proposito di ciò che scrivevo ieri riguardo il web in "Esercizio di visione", vi consiglio di leggervi oggi il Sole24Ore. Nell'allegato ricerca, innovazione, creatività, c'è un bel articolo dal titolo "Sotto la rete niente - L'Internet che sfugge a Google" di Luca Tremolada.
Diciamo che è davvero interessante leggere come, anche nella più approfondita ricerca che possiamo pensare di eseguire nel web, in realtà si approdi ad una piccolissima parte di ciò che è disponibile in rete. Si legge nell'articolo:"Nel 2000 Bright Planet, società americana specializzata in motori di ricerca di nuova generazione, aveva calcolato che l'internet visibile era cinquecento volte più piccolo di quello invisibile".
Diciamo che questo dato, non è il solo a testimoniare la teoria che c'è un mondo "sommerso" di informazioni che i motori di ricerca di tipo attuale, vedi Google appunto, non riescono a vedere. Quante volte avete sentito (e se non l'avete mai sentito ve lo dico io) che se realizzate un sito utilizzando la tecnologia Flash questo non viene indicizzato dai motori di ricerca? E pensate che, proprio in futuro, sempre più realtà si riverseranno su internet con foto, immagini in movimento (Flash appunto), ma soprattutto video. La televisione su Web sarà il futuro, quindi se ne deduce che i motori di ricerca così come sono ora (dotati di software spider), non ci e vi aiuteranno a trovare tutte le informazioni.

Non vi resta che leggerlo e, con un dato in più, risolvere il mio quesito nel post "Esercizio di Visione". Buona lettura.

mercoledì 4 marzo 2009

Esercizio di visione.

Provate un esercizio di visione strategica. Lo faremo a proposito di Internet.
Immaginate il web come una grande, enorme, sconfinata città, piena di vie, grandi e piccole, vicoli stretti, angoli riservati, vetrine illuminate e in movimento, altre statiche e piccole, altre ancora riservate a pochi (e poi tanti porno shop e vatelappesca!).
Prendiamo ora il caso che si vada in internet, quindi che si abbia voglia di cercare, in questa enorme e sconfinata città, una cosa. Questa può essere un'informazione, un oggetto, una foto, lo si può fare per svago, per lavoro o per necessità privata.
Quanti di voi vanno oltre, diciamo, la terza pagina di un qualsiasi motore di ricerca?
Immagino io la risposta?
Io dico che pochi di voi arrivano alla terza pagina. Detto questo immaginate che visitare le prime due pagine di un motore, quindi del web, è come visitare un minuscolo angolino di questa grandissima e ramificata metropoli. Eppure, anche solo partendo da questa piccola vietta, ci si trova a girare per ore, a vagare tra argomenti, richiami, link, rimandi e tanto altro, trovandosi poi spesso, in un punto molto distante dal luogo iniziale. Così capita che chi conosce bene i segreti del web, riesca a girovagare con maggiore successo alla ricerca di ciò che sta cercando, risparmiando anche tempo e ottenendo ottimi risultati. Immaginate questa persona come un personal shopper che sa dove portarvi ad acquistare a New York (per esempio) un abito particolare o qualcosa di unico.

Quali altre possibilità ci sono per poter esplorare il web? Oppure ancora, quali altri metodi ci potrebbero essere per avere le informazioni che cerchiamo e magari anche quelle che non cerchiamo o che non pensiamo di cercare, ma che magari ci potrebbero interessare?

Un piccolo esercizio: disponete delle riviste chiuse, dei ritagli di giornale e degli oggetti di vario tipo sul pavimento. Posizionatevi sopra una sedia e guardate questo "panorama" attentamente, provando ad immaginare una risposta al mio quesito. Poi vi interrogo!

Ah la crisi!

Visto che qui si prendono le cose anche in forma divertente, vi racconto questa.
Premetto che è e vuole restare una battuta, quindi abbiate il buon cuore di prenderla in questo modo.

Davanti ad un locale ieri sera, ore 21. Argomento "la crisi colpisce", ovvero, ci sono meno ragazze in giro.
Siamo fuori dal locale un gruppo di persone, uomini e donne e si scherza. Un ragazzo, conosciuto ieri sera stessa, se ne esce con la battuta che in giro sembra ci siano meno ragazze. Io rispondo che forse è per via di questa ormai blasonata e oltre maniera nominata "crisi". Gli occhi del ragazzo si illuminano! "Ma certo" esclama "vi dico io ragazzi il perché non ci sono in giro ragazze, e penso abbia ragione lui, è per via della crisi economico finanziaria!" Tutti iniziano già a sghignazzare. "Pensate che al giorno d'oggi un ragazzo prende in media 1200 euro di stipendio mensile. Molti di questi spendono, specialmente in una città come la nostra (Padova, ndr) la metà di ciò che guadagnano nel finanziarsi un auto. Perché la macchina bella si sa, conta, sempre in relazione all'argomento ragazze", e qui altre sghignazzate generali. "Così, gli restano in tasca diciamo 500 euro che spende per cazzeggiare e per pagare la cena ad una tipa che frequenta con la speranza di un "dopo cena" almeno coerente con la spesa al ristorante. Ma adesso le cose si sono invertite! I ragazzi prima vogliono il "dopo cena" e poi, al limite, pagano la cena, sempre se non consideriamo le sbandate affettive eh!", e qui le ragazze se la ridono tra loro. "Ecco giustificato il fatto che ragazze in giro ce ne sono sempre meno! E quando le trovi nei locali si accompagnano ad amiche e diventano inavvicinabili, per due motivi: il primo perché il budget di spesa aumenta e ti tocca anche foraggiare le amiche per un "dopo cena" con quella che hai adocchiato. Secondo perché se non è serata fanno scudo e se lo riesci in qualche modo a scalfire dovresti avere fuori una familiare per portarle tutte a casa, altro che Mini che fa bello!" Le ragazze, sul finale, se la ridevano un po' meno, ribattendo la battuta con altre tesi.

Bene, non credo sia il vero motivo di questa sorta di "crisi" nella crisi, non penso nemmeno che ci sia questa tipologia di "crisi", fatto sta che ci siamo fatti tutti, donne e uomini, delle belle e sane risate, che in tempo di crisi non ci stanno affatto male!

martedì 3 marzo 2009

Virale, verticale, orizzontale, laterale.

La natura è di per se cambiamento. Le cose si evolvono, cambiano, si adattano all'ambiente esterno. Un discorso che non fa una piega, ma in alcuni campi sembra non funzionare.

Pensiamo per esempio (un esempio a caso!) ad alcune aziende. Se cambiare sembra essere nella natura di molte delle cose che ci circondano, alcune aziende sembra non siano propense al cambiamento. L'età dell'adolescenza è un momento difficile, alcuni cambiamenti che avvengono in quella fase della vita sconvolgono la persona, la trasformano radicalmente. Questo non senza attraversare momenti tristi, di paura, di angoscia, di incertezza. Avviene così anche nel mondo industriale? Direi di si, ma la propensione al cambiamento sembra essere bassa. 
Eppure il marketing e la comunicazione, soprattutto nell'ultimo decennio, ha fatto passi da gigante alla ricerca di nuove metodologie. Si è passati dal marketing di tipo "tradizionale" a quello di tipo verticale o orizzontale, alle più aggressive metodologie virali, fino all'ultimissimo esperimento del marketing laterale.
Mi dilungherò in seguito su queste nuove forme, senza la presunzione di spiegarle, ma solo per raccontarle, perché a mio giudizio c'è bisogno di parlarne per promuoverle.
Il marketing laterale sembra essere una buona possibilità (e in tanti casi lo è) per procurare opportunità nuove di sviluppo. Non solo, ma operare lateralmente (figuratevelo nella testa...), magari aggirando degli ostacoli, oppure approdando ad un target da un altro punto, sono delle strategie efficaci. Insomma, non è stata solo, a sua volta, una operazione di marketing o di comunicazione la creazione di tanta terminologia, dietro c'è chi si "sbatte" (il termine rende) per attirare l'attenzione, per promuovere, per lanciare messaggi. In alcuni casi, questo tipo di metodologie sono tornate anche utili in settori che faticavano ad emergere o, meglio ancora, per limitare il dispendio di denaro inutile nella promozione e nello sviluppo.

Il fatto però resta, che il mercato è ancora ancorato alle "vecchie" o "classiche" metodologie ed è dominio solo di pochi questi "misteriosi" strumenti di sviluppo.

Good Job!

Ma di cosa si parla qui? Strategic Eye vorrei che fosse un occhio aperto sulle strategie, siano esse di vita, industriali, di marketing, di comunicazione e chi più ne ha più ne metta.
L'altro giorno un amico mi ha parlato della sua personale strategia per smettere di fumare. Accidenti, gli ho risposto, mi sembra un'ottima strategia. Infatti, c'è da fare un distinguo tra metodo e strategia, distinguo a dire il vero poco utile, se non scontato. Fatto sta che smettere di fumare, per esempio, si può affrontare o con un metodo o con una strategia. Il risultato finale potrebbe cambiare sostanzialmente.
Insomma, per tornare a noi, vorrei parlare di strategie, in generale, in modo anche ironico e autoironico, senza prendersi troppo sul serio, ma seriamente.

Una buona lettura, da oggi in poi!